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Eventi

Portualità nazionale:stato dell'arte. Porto di Civitavecchia:prospettive nel breve e medio periodo

 - Se ne è parlato a Civitavecchia venerdì 12 giugno al Centro storico culturale delle Capitanerie di Porto presso il Forte Michelangelo

Bene il Piano strategico nazionale della Portualità e della logistica lanciato dal governo ma occorre fare presto, perché “rischiamo uno stallo delle merci e un blocco nello sviluppo di un settore che vale il 3% del Pil, ovvero 40 miliardi di euro”. A lanciare l’appello è il presidente di Assoporti, Pasqualino Monti, intervenendo al convegno promosso dall’Autorità portuale di Civitavecchia e dall’International Propeller Clubs che si è svolto venerdì scorso al Forte Michelangelo di Civitavecchia.

Il Piano previsto dal governo, che verrà a breve sottoposto all’attenzione del Consiglio dei ministri, ha l’obiettivo di semplificare e ridurre la burocrazia nello sdoganamento delle merci e di tutte le procedure tecnico amministrative in ambito portuale e razionalizzare il sistema portuale. “Un deciso passo avanti rispetto alla situazione attuale” sottolinea il presidente di Assoporti ribadendo però che “non c’è più tempo, gli atti devono subito diventare norme”.

“I porti italiani sono sottodimensionati e per diventare competitivi hanno bisogno di infrastrutture – spiega Monti -. Il gigantismo navale è infatti ormai una realtà; qui a Civitavecchia ieri c’era la nave più grande del mondo, l’’Allure of the sea’ (362 metri) – aggiunge il presidente dell'Autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta - quindi le infrastrutture servono perché i nostri porti generano meno traffico di quanto potrebbero, per questo stiamo aspettando con urgenza queste nuove norme”.

Il Porto di Civitavecchia intanto, si sta facendo notare sempre di più, in Italia e all’estero, ponendosi all’avanguardia rispetto al contesto nazionale. Questa mattina infatti erano attraccati in banchina anche 4 super yacht. “A Civitavecchia abbiamo deciso di mettere a reddito ogni singolo punto del porto, anche inserendo una parte turistica all’interno del porto commerciale – spiega il presidente di Assoporti - e stiamo chiudendo proprio in questi giorni un accordo bilaterale con il Principato di Monaco. Per noi questo è un settore importante, un’eccellenza nazionale – aggiunge Monti - perché i più grandi produttori sono gruppi italiani, quindi si tratta di un pezzo importante del Made in Italy e siamo contenti di aver realizzato questa struttura nel nostro bacino”.

Per garantire lo sviluppo dei porti è fondamentale anche il ruolo delle Capitanerie di porto, che devono garantire la sicurezza produttiva conciliandola però con sviluppo e crescita dell’economia. “In Italia arrivano e partono più di 700mila navi l’anno – spiega Felicio Angrisano, Comandante generale delle capitanerie di porto – e dobbiamo riuscire a far entrare nei nostri porti anche le navi di ultima generazione. Perché – avverte – se non riusciamo a risolvere il problema delle mancate infrastrutture le navi di grosse dimensioni non potranno arrivare qui e perderemo circa il 40% del nostro naviglio”.

 

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