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Focus

Una crescita possibile grazie all'impegno di tutti

 - 28-07-2009 - La visita del Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi al porto di Civitavecchia ha onorato tutte le componenti che con spirito di sacrificio e lungimiranza hanno saputo realizzare un vero e proprio miracolo infrastrutturale. Nell’arco di soli 10 anni

Infatti, fino al 1996 era rimasto fermo alla previsione progettuale dei primi del ‘900, con esclusione delle banchine a nord, fino alla darsena petroli. Tale trasformazione ha consentito – come poi spiegherò più dettagliatamente – di far fronte alle richieste dell’utenza ed in particolare: ai traffici crocieristici, aumentati dalle 150 navi di 10 anni fa alle 755 dello scorso anno, al vorticoso aumento di collegamenti per la Sardegna, alla maggiore e sempre più pressante richiesta di accosti per attività commerciali ed infine, ma non ultimo, al recepimento di numerose linee delle Autostrade del Mare, nazionali ed internazionali, in particolare per la Tunisia e Malta, e per i porti spagnoli e francesi. Questi ultimi collegamenti hanno consentito di decongestionare l’importante arteria dell’Aurelia che, purtroppo, da Grosseto a Civitavecchia presenta ancora nodi e restringimenti. Questo incredibile sviluppo è avvenuto peraltro nel pieno rispetto storico-archeologico, nonché ambientale, con l’allontanamento dalla città non solo di fonti di inquinamento sonoro ed atmosferico, ma principalmente con l’eliminazione di una pericolosità latente come era una darsena petroli in pieno centro cittadino. In tale disegno peraltro la città di Civitavecchia ha avuto restituito gran parte del suo waterfront, in particolare tutta la passeggiata di Viale Garibaldi, che è stata liberata dal fascio dei binari. In sintesi, nell’esame specifico delle opere realizzate, possiamo individuare: - La Torre petrolifera, già operativa da oltre 8 anni - L’allungamento e allargamento dell’antemurale Cristoforo Colombo per oltre 2 km - Il rifacimento della darsena petroli, traformata in banchine per le unità commerciali - Il completamento delle banchine 23, 24 e 25 con la realizzazione dei relativi ampi piazzali per il futuro sviluppo del terminal container. Tra le opere invece ancora da realizzare, l’allungamento dell’antemurale Cristoforo Colombo per ulteriori 400 metri, opera necessaria per la successiva realizzazione degli ulteriori interventi a completamento del porto, fra cui rientrano la darsena ro-ro e la darsena servizi. Tutte queste opere sono già approvate dal Cipe per complessivi 476 milioni di euro, poi stralciati in un primo lotto da 188 milioni di euro, di cui 30 destinati all’antemurale, per il quale occorrerebbe fare ancora uno sforzo di 5 milioni di euro. A tali opere infrastrutturali primarie si aggiungono quelle già finanziate dai privati, in particolare la darsena energetico-grandi masse, e quelle finanziabili, quale l’auspicata rivisitazione del porto storico che, a seguito della realizzazione di due interventi fondamentali come l’apertura della bocca sud e la creazione di un ponte fra il Molo 2, dove ci troviamo ora, e l’antemurale, dovrebbe essere completamente destinato al diporto e al piccolo crocierismo, restituendo alla città anche questo ulteriore insediamento di pregevole aspetto architettonico e storico. Altro importante investimento privato saranno le tre stazioni marittime sull’antemurale, da realizzare a cura della Roma Cruise Terminal, la società costituita da 3 dei maggiori gruppi mondiali del settore, alla quale sono state affidate in concessione le banchine crocieristiche. Su tali banchine la società opererà come terminalista per le proprie unità ed in luogo dell’Autorità Portuale per le navi di altri armatori. Attualmente, le principali opere in corso di esecuzione sono: Il completamento del nuovo terminal container. Il primo stralcio sarà terminato entro l’estate, mentre l’opera verrà consegnata a fine anno e consentirà la movimentazione di 500.000 teus l’anno. Sono in corso anche i lavori di ristrutturazione della diga foranea, completamento della banchina commerciale, ampliamento della stazione marittima delle Autostrade del Mare e riqualificazione dei piazzali del porto storico. Sono state avviate le procedure di gara per i nuovi dragaggi e l’ampliamento dell’antemurale. Oltre al bacino attualmente esistente, immediatamente a nord sono già iniziate le opere per la costruzione della darsena energetica e grandi masse, come detto interamente realizzata con investimenti privati. Il porto di Civitavecchia oggi dà lavoro direttamente ad oltre 3500 addetti, e a 4000 persone dell’indotto, con una presenza di oltre 170 imprese. La Compagnia Portuale ha ampliato il proprio organico, aumentando sensibilmente le giornate lavorate. Tali livelli occupazionali, al di là dei lavori contingenti necessari nel prossimo decennio, quali la costruzione delle nuove banchine, delle nuove darsene, dovrebbero aumentare grazie anche allo sviluppo della cantieristica navale per le attività diportistiche. Infatti è stata rilasciata una concessione ad una impresa di rilevanza internazionale, che ha già commesse per yacht da oltre 100 metri di lunghezza, ed in particolar modo con la speranza di costituire nell’area industriale di Civitavecchia e dei comuni limitrofi dei poli di trasformazione delle merci in arrivo. Esaminando i singoli dati delle attività, possiamo dire che, per quanto riguarda i passeggeri, in porto oggi transitano ogni anno 3.600.000 persone. In particolare, Civitavecchia già da alcuni anni detiene il primato nazionale delle crociere. In 10 anni si è passati da 156.000 a 1.268.000 turisti, con un trend di forte crescita che prosegue. Nel 2007 sono previsti 1.600.000 crocieristi, che confermeranno il porto di Civitavecchia al secondo posto assoluto nel Mediterraneo, dopo Barcellona, sempre più vicina. Sono cresciuti anche i passeggeri per la Sardegna, con l’arrivo di nuove compagnie armatoriali, mentre le Autostrade del Mare contano oggi su 5 linee fisse ed una stagionale. Per quanto riguarda le merci, i traffici sono aumentati in un anno dell’8%, passando complessivamente, per il porto di Civitavecchia, da 8.126.000 tonnellate a 8.772.000 tonnellate. E’ da sottolineare l’importanza della nuova acquisizione dell’agroalimentare, che sta già portando notevoli benefici e che ha visto il porto dotarsi, attraverso le imprese, di nuovi impianti dedicati. In questo quadro di forte sviluppo portuale, sembrano destinati a soluzione anche alcuni necessari interventi viari e ferroviari, in particolare: a livello locale, la società Autostrade e la Provincia di Roma si sono assunte l’onere di circa 42 milioni di euro per la realizzazione di una bretella di 3 km tra autostrada e svincolo nord del porto; a livello regionale, il Ministero delle Infrastrutture e la Regione Lazio hanno inserito la superstrada Civitavecchia-Orte-Terni tra le priorità da completare, finanziando con 360 milioni di euro (di cui 100 milioni a carico della Regione Lazio) il completamento della trasversale. L’Anas ha approvato il mese scorso il progetto definitivo per i 22 km mancanti. Per quanto concerne le ferrovie, siamo fiduciosi nel ripristino della linea Civitavecchia-Capranica-Orte. Un anno fa RFI ha comunicato la rinuncia alla riattivazione della linea, interrotta dal 1961, la cui gestione dovrebbe essere assunta dalla Regione Lazio. Per il ripristino della ferrovia sono stati già spesi 94 milioni di euro, con un ulteriore investimento necessario di 103 milioni di euro. Di questi, 62 milioni sono già stati finanziati, mentre circa 41 sono ancora da reperire, oltre alle risorse necessarie alla gestione. La Regione Lazio sta valutando la possibilità di creare un soggetto misto pubblico/privato che si faccia carico del completamento della linea per poi assumerne la gestione. I traffici previsti sono di tipo turistico, con escursioni per i crocieristi; e commerciale, con le Acciaierie di Terni che sarebbero, almeno nella fase iniziale, il cliente principale. Invece rimangono i problemi relativi a nord al collegamento con l’Autostrada per Livorno e Genova e a sud la Pontina-Mediana e Flacca per i collegamenti con Gaeta. Alla luce di tutto questo, gli obiettivi principali che il porto deve perseguire sono sicuramente: - portare avanti le opere inserite nel piano strategico; - consolidare l’esistente con la creazione della logistica necessaria. Ivi compresa anche quella a livello statale. Mi riferisco ad alcune carenze di organico, per consentire al porto di operare H24 Infine, prendendo spunto dal sacrificio che, per la precarietà delle infrastrutture, hanno dovuto affrontare tutti i soggetti istituzionali dello Stato, Capitaneria, Dogana, Polizia, Guardia di Finanza, Carabinieri, imprese e loro dipendenti, ferrovie, operatori portuali, servizi portuali, piloti, rimorchiatori e ormeggiatori, guardie ai fuochi, operatori ecologici, società di interesse generale, comandanti ed equipaggi che scalano Civitavecchia, nonché i passeggeri, mi è gradito rivolgere, Signor Ministro, un sentito ringraziamento a tutte le suddette componenti del sistema portuale, ed inoltre ai membri del Comitato Portuale, alle istituzioni dell’intero comprensorio, alla stampa, per quanto in questi anni si è voluto porre in essere. Un grazie inoltre è doveroso all’apparato statale che dal 1995 ha sostenuto con ingenti finanziamenti e con collaborazione l’attività di questa Autorità Portuale. Da ultimo, occorre ricordare, come recentemente sottolineato dal Ministro dei Trasporti, che Civitavecchia è un esempio positivo di come i porti possano fra loro fare sistema. Il Network dei Porti di Roma e del Lazio è stato costituito nel 2002, con l’inserimento del porto di Fiumicino nella circoscrizione di competenza dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, ed ha assunto l’attuale configurazione nel 2003, con l’ampliamento al porto di Gaeta. Non voglio qui toccare gli aspetti relativi agli altri 2 scali, che asranno oggetto di ulteriori approfondimenti dedicati alle problematiche, ai progetti ed in generale alla forma di coordinamento che si verrà ad attuare tra i porti nell’ambito regionale laziale.
                                                                                                                                                                                                                                                              C.A. (CP) Francesco Lo Sardo 
                                                                                                                                                                                                                                                              Commissario Autorità Portuale
                                                                                                                                                                                                                                                                        Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta

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