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Zone economiche speciali: una grande opportunità

 - Civitavecchia e Ancona proseguono sulla strada della collaborazione.

Civitavecchia, 10 luglio - ‘‘I porti e i loro territori: le ZES e le Zone Logistiche Semplificate’’. Questo il tema affrontato martedì a Chieti, presso la sede della Camera di Commercio di una delle regioni oggetto del provvedimento di sostegno per la creazione delle ZES. Una tavola rotonda multidisciplinare organizzata unitamente da due AdSP ‘apparentate’ quali quelle che fanno capo ai porti di Civitavecchia e Ancona, e con la presenza di una terza AdSP, quella di Bari, anche in rappresentanza di Assoporti. Ampio il confronto tra esperti del settore, associazioni d categoria, giuristi, per capire come questi due innovativi strumenti – ZES e ZLS - possano diventare una straordinaria opportunità di rilancio dell’economia nazionale.

Ad aprire il Tavolo il presidente dell’Adsp del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo il quale ha posto l’accento sulla necessità di avere come tema primario la ‘burocrazia zero’. Di Majo ha ricordato come Civitavecchia abbia fatto già una mappatura dei territori dalla quale emerge come area di interesse Fiumicino, che logicamente sfrutta il potenziale dell’aeroporto.

“L’istituzione delle Zls a Civitavecchia e a Gaeta -ha continuato il presidente di Molo Vespucci -dovrà avere l’obiettivo di creare poli di sviluppo industriale capaci di stimolare nuovi investimenti nei territori interessati attraverso regimi speciali di fiscalità e semplificazione, da estendere eventualmente all’intero territorio in una fase successiva, in modo tale da offrire alle imprese sburocratizzazione, incentivi fiscali e intermodalità negli scambi al fine di assicurare ricadute positive su tutto il tessuto sociale e produttivo”. 

Per il presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, sarà importante, in questa fase, arrivare nel più breve tempo possibile “alla redazione di un piano definitivo, che avrà una parte comune riguardante le semplificazioni fiscali, amministrative ed i meccanismi di governance, per evitare - ha concluso - concorrenzialità fra territori comuni, e che tenga conto che questi ultimi siano funzionalmente ed economicamente collegati ai porti da infrastrutture già esistenti”.

Il Segretario Generale dell’ AdSP del Mar Adriatico Centrale, Matteo Paroli, ha ribadito la necessità  di semplificare, che vuol dire razionalizzare e ridurre i costi, ma anche semplificare l’acquisizione dei finanziamenti. “Il sistema normativo costruito negli anni non ha funzionato, la mole di attività burocratica che ingessa le attività lo testimonia chiaramente – ha precisato Paroli -.  Vi sono grandi potenzialità che la semplificazione può portare, come dimostrano gli esempi virtuosi della Polonia e della Cina, dove un’intera città portuale come Shenzen è nata proprio sulle ZES”.

Paroli ha sottolineato come “alla ZLS manca ‘solo’ il riconoscimento del credito d’imposta, e non è poco!” fino poi a virare sulla propria realtà. “Caso interessante da gestire è quello di Ancona che può istituire sia ZES sia ZLS. Ma in ogni caso - ha concluso il Segretario Generale dell’ AdSP del Mar Adriatico Centrale -  prima ancora che sostegni economici, occorrono supporti amministrativi per fare funzionare bene le cose”.

Dalla discussione, alla quale hanno partecipato diversi relatori, è emerso che le ZES, per la maggiore capacità di catalizzare investimenti diretti esteri grazie alla concessione di agevolazioni fiscali, finanziarie, amministrative ed infrastrutturali, si sono rivelate un efficace strumento di accelerazione economica, rispetto al modello classico di zona franca doganale, risultando più attraenti per la business community. 
Sul progetto Civitavecchia sta già lavorando da tempo insieme ad Unindustria, proprio per cercare di concretizzare questa opportunità sul territorio, avendo già ricevuto la promessa di sostegno da parte della Regione Lazio.

 

 

 

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