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Logistica e infrastrutture, Urbani ad ALAS Confetra Lazio: «Da rafforzare i collegamenti del porto di Civitavecchia con il sistema produttivo del Lazio»
Civitavecchia, 28 settembre – Infrastrutture, intermodalità e capacità di mettere in relazione il porto con il sistema produttivo regionale sono stati al centro dell’intervento del Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Fabrizio Urbani, alla tavola rotonda promossa da ALAS Confetra Lazio, nell’ambito del convegno organizzato venerdì scorso a Palazzo Colonna a Roma per gli 80 anni dell’associazione.
Dopo l’introduzione del presidente di ALAS Confetra Lazio Valter Vomiero e la presentazione sulla ZLS, con un focus sul Lazio, dell’economista Alessandro Panaro di SRM, si è aperta la tavola rotonda moderata dal giornalista di Radio 24 – Il Sole 24 Ore Massimo De Donato. Al confronto, insieme a Urbani, hanno partecipato Alessandro Pitto, presidente Fedespedi, Ivan Bassato, Chief Business Unit Aviation di ADR, Carlo De Ruvo, presidente Confetra, e Claudio Oliviero, direttore della Direzione Centrale Dogane.
Nel corso del dibattito sono state illustrate le prospettive di sviluppo del sistema portuale del Lazio, partendo dalla nuova sfida di Civitavecchia sul fronte della logistica e dei traffici commerciali.
«Per sviluppare ulteriormente Civitavecchia non solo sui passeggeri, segmento in cui siamo già tra i leader a livello mondiale, ma anche sulle merci – ha spiegato il Segretario Generale – sono fondamentali i collegamenti. Attendiamo il completamento della Civitavecchia-Orte, un’opera strategica che consentirà al porto di collegarsi in maniera più efficace con A1, E45, l’Italia centrale e il versante adriatico».
Un passo importante è stato già compiuto sul fronte ferroviario con il completamento dei collegamenti di ultimo miglio all’interno dello scalo. Nel prossimo Comitato di Gestione sarà portato per l’approvazione definitiva il regolamento per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria portuale, passaggio necessario per renderne pienamente operativo l’impiego da parte degli operatori.
Altro tema centrale è lo sfruttamento, anche attraverso le opportunità derivanti dalla ZLS, dell’ampio retroporto disponibile e il rafforzamento del rapporto tra Civitavecchia e le aree produttive del Lazio, a partire da Santa Palomba, con l’obiettivo di aumentare i carichi in esportazione.
«Le navi arrivano con container pieni e dobbiamo lavorare perché possano ripartire altrettanto cariche. Occorre costruire un rapporto sempre più stretto con il territorio e con il suo sistema produttivo, riducendo la movimentazione dei contenitori vuoti».
Il confronto si è quindi allargato agli altri scali dell’Autorità di Sistema Portuale e alla complementarità tra Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.
Particolare attenzione è stata dedicata a Fiumicino, dove è in corso la realizzazione del primo stralcio funzionale, destinato alla darsena pescherecci, del porto commerciale pubblico, progettato con infrastrutture dimensionate sulle esigenze delle navi di nuova generazione e destinato ad aprire in futuro nuove opportunità per il mercato romano.
A Gaeta, invece, gli interventi realizzati negli ultimi anni sulle infrastrutture portuali stanno consentendo di ampliare le possibilità operative dello scalo e di rafforzarne la funzione commerciale, oltre che quella per le crociere delle navi boutique.
«Il nostro obiettivo – ha concluso Urbani – è far crescere un sistema nel quale i tre porti possano valorizzare le proprie differenti vocazioni. Per Civitavecchia la sfida è trasformare le infrastrutture già realizzate e quelle programmate in nuovi traffici, mettendo sempre più in connessione il porto con Roma, con le imprese del Lazio e con le grandi direttrici nazionali ed europee».